[REQ_ERR: 403] [KTrafficClient] Something is wrong. Enable debug mode to see the reason. Sider Alloys avvia la procedura per la cassa integrazione dei dipendenti – Napoli News

Sider Alloys avvia la procedura per la cassa integrazione dei dipendenti

Le autorizzazioni necessarie per ristrutturare la fabbrica di alluminio primario di Portovesme, e rilanciare la produzione, non arrivano e la Sider Alloys avvia la procedura per la cassa integrazione dei dipendenti. Quasi una storia infinita quella che riguarda per lo smelter che la compagnia italo svizzera ha rilevato nel 2018 dall’Alcoa.

Il progetto

Il progetto per il rilancio dello stabilimento, che sino allo spegnimento delle celle elettrolitiche (nell’ottobre del 2012) produceva 150 mila tonnellate l’anno di alluminio primario in pani e billette, è ancora alle prese con l’iter autorizzativo. Il programma di riavvio degli impianti prevede un investimento complessivo di circa 150 milioni di euro, di cui 8 a fondo perduto, 84 finanziati con un tasso agevolato, 20 messi a disposizione dall’Alcoa e il resto in capo al nuovo proprietario, oltre all’inserimento di circa 370 lavoratori diretti e 70 a contratto, più eventuali altri 50 in caso di riavvio di un ulteriore impianto (la cosiddetta “fabbrica degli anodi”). Il cronoprogramma, anche se all’interno della pertinenza industriale operano oltre cento persone richiamate in servizio e sono in corso alcune opere, è in forte ritardo.

Tempi lunghi

Superata la questione relativa al contratto per la fornitura di energia, a determinare l’allungamento dei tempi il nuovo scoglio è rappresentato dalle cosiddette questioni burocratiche. Proprio l’aspetto autorizzativo ora preoccupa l’azienda e i sindacati. Le prime difficoltà emergono il il 21 ottobre dello scorso anno quando l’azienda riceve una comunicazione dalla Regione in cui viene evidenziato il fatto che per gli interventi da apportare è necessario passare per la Valutazione di impatto ambientale. Parte la procedura, nel frattempo viene varata la norma regionale che istituisce il Paur (provvedimento amministrativo unico regionale) che dovrebbe avere tempi più rapidi rispetto a quelli della Valutazione di impatto ambientale. Il 28 luglio scorso la conferenza de servizi termina con un aggiornamento.

L’azienda annuncia la Cig

Dall’azienda parte l’annuncio: «senza certezza sui tempi saranno prese decisioni importanti». E qualche giorno più tardi parte anche la procedura per la messa in cassa integrazione delle persone attualmente inserite all’interno dello stabilimento. Nel corso della riunione relativa alla procedura propedeutica al rilascio della Cig, e cui partecipano oltre all’assessore regionale al Lavoro Alessandra Zedda, i sindacati, si strappa una sospensione. O meglio, un rinvio. Tutto in funzione di un incontro fissato per il 5 agosto con il presidente e gli assessori regionali competenti e propedeutico a sollecitare tempi rapidi e certi in merito alla pratica in corso. Istruttoria che, come ribadito da azienda e sindacati «non dovrebbe andare oltre i primi giorni di settembre». L’incontro però salta e viene aggiornato all’ultimo momento «a data da destinarsi». «È chiaro che davanti a questa situazione non posso che proseguire con la procedura per l’attivazione della cassa integrazione – dice Eros Brega, responsabile affari legali e istituzionali di Sider Alloys -, questo dilatare dei tempi ci preoccupa sia per i lavoratori sia per lo stesso progetto che stiamo cercando di portare avanti con molto impegno e forza».

I sindacati

Non nascondono la preoccupazione sulla vicenda i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. “Viviamo una situazione paradossale – dice Bruno Usai, della segreteria Fiom della Sardegna sud occidentale -. Dopo tanti anni di battaglie siamo riusciti ad avere un investitore serio e un progetto di rilancio finanziato e rischiamo di perdere tutto perché non c’è mai certezza sui tempi. E ogni giorno trascorso senza produrre alluminio è un giorno in perdita”. Sottolineando che «non si è alla ricerca di scorciatoie o favoritismi», il sindacalista lancia un appello alla Regione: «chiediamo un impegno affinché sia garantita la certezza dei tempi, solo così si potrà salvare un settore importante della metallurgia in Italia».

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