[REQ_ERR: 403] [KTrafficClient] Something is wrong. Enable debug mode to see the reason. «Addio al carbone e transizione industriale ora serve un fondo Ue» – Napoli News

«Addio al carbone e transizione industriale ora serve un fondo Ue»

WWF: “In Germania disastro climatico, accelerare taglio CO2”

Dall’Europa deve arrivare un fondo per la transizione industriale, destinato a quei settori che hanno difficoltà ad abbattere le emissioni di Co2 (i cosiddetti hard to abate) e concepito per aiutarli nella realizzazione di progetti di decarbonizzazione. Secondo Antonio Gozzi, al vertice di Duferco e presidente di Interconnector Energy Italia (consorzio che raggruppa imprese private energivore), è questo l’indirizzo che dovrebbe prendere il dibattito apertosi in Europa sul pacchetto di misure green Fit to 55 presentato dalla Commissione Ue.

Come interpreta i segnali arrivati dall’Unione europea sulla transizione ecologica?

Comincia finalmente un serio dibattito europeo sul percorso della decarbonizzazione e, in particolare, sui suoi costi economici e sociali. Ed è chiaro che il tema si pone soprattutto per i Paesi che hanno uno spessore industriale significativo, fra i quali c’è l’Italia. Il fatto che ieri sei commissari abbiano espresso riserve sul documento Fit to 55, la dice lunga su un confronto che si è aperto in sede comunitaria e che deve far comprendere, a tutti i Governi, che il tema è grave e difficile. Non si può affrontarlo con gli slogan. Ritengo tutto questo importante, perché è un segnale che indica come i temi della sostenibilità economica, sociale e industriale della transizione vadano tenuti nel debito conto. C’è stata un’esasperazione ecologista ma alla fine bisogna fare i conti con la realtà. Il che non significa essere contro la decarbonizzazione ma guardare a un processo sostenibile, non mirare a un percorso astratto che faccia morire l’industria. L’Europa non può, a fronte di tutte le altre grandi aree economiche del mondo, far finta che non ci sia una grande presenza industriale o rinunciarvi: sarebbe una follia.

Con Interconnector avete presentato uno studio al Governo proprio su questo argomento.

Sì. Interconnector ha fatto da coordinatore a un’iniziativa messa in campo dai suoi soci: Federacciai, Federchimica, Assovetro, Assofond, Federbeton e Assocarta. E abbiamo affidato a Boston consulting group il compito di redigere uno studio che rappresenta la road map delle azioni che devono essere compiute. Abbiamo poi presentato le conclusioni di questo studio a i ministri Giancarlo Giorgetti (Mise), Roberto Cingolani (Transizione ecologica) e Stefano Patuanelli (Politiche agricole). Quest’ultimo era presente perché è possibile creare un legame virtuoso tra agricoltura, allevamento e industria, trovando il modo di utilizzare il biogas della zootecnia come sostituto del metano.

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